Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale

Ricerca e Gestione delle Risorse Idriche Sotterranee

La linea di ricerca si inserisce nella macro-tematica dipartimentale inerente i “SISTEMI NATURALI, AMBIENTE E TERRITORIO”, i.e.,”Gestione delle risorse naturali”. La ricerca parte dalla modellazione concettuale e numerica della circolazione idrica sotterranea , in mezzi sia continui (alluvionali) che fessurati e doppio porosi (fratturati e carsici). La modellazione del flusso idrico sotterraneo è finalizzata alfa risoluzione di problemi applicativi, quali fa valutazione delle interazioni tra circolazione idrica superficiale e profonda, con particolare riferimento alfa definizione degli scambi tra corsi d’acqua e falde, nonché la prevenzione dal depauperamento quali­ quantitativo. La modellazione numerica del flusso è anche finalizzata alfa valutazione dell’impatto ambientale, e specificatamente idrogeologico, nell’uso dei sistemi geotermici a bassa entalpia, nonché a quello connesso all’escavazione di inerti sotto falda e alfa conseguente riqualificazione delle aree di cava.

A questo scopo, fa modellazione del flusso è spesso associata a quella del trasporto. In tale ambito, particolare attenzione viene dedicata alfa modellazione numerica del trasporto di LNAPL e DNAPL con un duplice obiettivo:
(1) identificare i parametri idrogeologici e le caratteristiche chimico-fisiche dei contaminanti obiettivo da utilizzare nella modellizzazione di NAPL, così da poter quantificare il tempo di risposta critico in caso di perdite e prevedere l’evoluzione del pennacchio anche in funzione della quantità di contaminante versato;
(2) selezionare le tecnologie (incluse quelle geofisiche) per monitorare (in continuo e non) la presenza di idrocarburi nel sistema suolo, al fine di progettare un sistema di Earfy Warning in prossimità dei centri di pericolo. Inoltre , per lo studio e la caratterizzazione dei fenomeni di contaminazione delle acque sotterranee , si applicano e si sviluppano tecniche di fingerprinting composizionale ed isotopico. Infine, viene condotta la modellazione densità dipendente per studiare i fenomeni di intrusione safina in acquiferi costieri, mostrando anche l’influenza che il fluido a diversità densità (acqua salata) può avere nel trasporto dei contaminanti. A questo scopo si utilizzano codici di calcolo sia agli elementi finiti (Feflow) che alfe differenze finite (Modflow­Seawat), in grado di simulare flusso e trasporto dipendenti dalla densità, nel saturo e nel non­ saturo. Parte della ricerca è dedicata all’analisi dell’influenza che fa marea ha sullo sviluppo del condotta la modellazione densità dipendente per studiare i fenomeni di intrusione safina in acquiferi costieri, mostrando anche l’influenza che il fluido a diversità densità (acqua salata) può avere nel trasporto dei contaminanti. A questo scopo si utilizzano codici di calcolo sia agli elementi finiti (Feflow) che alfe differenze finite (Modflow­ Seawat), in grado di simulare flusso e trasporto dipendenti dalla densità, nel saturo e nel non­ saturo. Parte della ricerca è dedicata all’analisi dell’influenza che fa marea ha sullo sviluppo del condotta la modellazione densità dipendente per studiare i fenomeni di intrusione safina in acquiferi costieri, mostrando anche l’influenza che il fluido a diversità densità (acqua salata) può avere nel trasporto dei contaminanti. A questo scopo si utilizzano codici di calcolo sia agli elementi finiti (Feflow) che alfe differenze finite (Modflow­ Seawat), in grado di simulare flusso e trasporto dipendenti dalla densità, nel saturo e nel non­ saturo. Parte della ricerca è dedicata all’analisi dell’influenza che fa marea ha sullo sviluppo del cono di intrusione salina e dell’interfaccia acqua dolce-acqua salata e come la variazione del livello piezometrico del mare influenzi la distribuzione della contaminazione che si muove verso di esso. In particolare si è approfondito il concetto di dispersività apparente legato alla variazione in modulo e verso della velocità di flusso della falda in prossimità della costa a causa proprio dei fenomeni di marea.Attualmente la ricerca si focalizza sulla gestione quantitativa delle risorse idriche sotterranee costiere e l’individuazione di tecnologie che permettano di minimizzare il fenomeno di intrusione e massimizzare i quantitativi di acqua estratti.