Il professore Mario Grosso di Ingegneria Ambientale (Politecnico di Milano) affronta il tema attuale del rapporto tra Covid-19 e Ambiente.
Ecco l’intervista: https://youtu.be/X_aMAzkPBFg
Il corso, rivolto sia ai laureati sia ai non-laureati (che potranno partecipare solo in qualità di uditori) intende offrire un percorso formativo integrato verso il tema della Transizione Ecologica. In particolare, la formazione altamente qualificata del corso fornirà strumenti concettuali e tecnici per: la trasformazione di modelli organizzativi ed economici dell’impresa e l’adozione di procedure coerenti con le norme introdotte dalle recenti direttive europee.
Il Corso – in collaborazione con Rete Ambiente – è organizzato dal Consorzio Poliedra, da sempre impegnato nella promozione della sostenibilità attraverso soluzioni innovative e strumenti di aiuto alla decisione.
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Direttore del Corso: prof. Mario Grosso (Ingegneria Ambientale – DICA).
L’evento è dedicato alla tematica della transizione ecologica, che prevede l’utilizzo delle tecnologie più all’avanguardia al fine di rendere il pianeta più “green”; quindi sostenibile.
Nell’incontro verranno trattati gli aspetti tecnici ed economici della transizione ecologica, grazie agli interventi di vari esperti tra cui la professoressa Francesca Malpei del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale (PoliMi).
Per partecipare, è necessario registrarsi. Maggiori dettagli sono disponibili sul sito dell’evento.
Il professore Alberto Guadagnini del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale, intervistato dall’ Horizon Magazine racconta gli obiettivi del progetto REMEDI (Trapping and Removal of X-ray Contrast Medium agents from water resource and stream Sediments- New Concepts in Trapping, Recycling and Management).
Molti dei farmaci assunti dall’uomo finiscono nell’ambiente, determinando potenziali rischi sia per gli ecosistemi sia per la salute umana. All’interno di questo scenario, il progetto si propone di studiare nuove tecniche per intercettare e rimuovere dall’acqua e dal suolo gli agenti di contrasto utilizzati per la diagnostica a raggi X. L’obiettivo cardine non è solo tanto quello di eliminarli, bensì di valutarne la possibilità di riciclo: “Lo iodio e il bario (usati nei mezzi di contrasto) sono composti preziosi e sarebbe di gran lunga preferibile favorirne il riutilizzo, piuttosto che assistere ad un loro accumulo nell’ambiente”, afferma il prof. Guadagnini.
Sebbene il progetto sia alle battute iniziali, il crescente dibattito pubblico in merito ai rischi legati all’inquinamento da contaminanti farmaceutici conferma la centralità e rilevanza del tema di ricerca “Le persone stanno iniziando a percepire tali aspetti come elementi che devono essere affrontati e c’è un certo livello di preoccupazione perché le conoscenze dei potenziali rischi ambientali sono ancora parziali” dice il prof. Guadagnini. Inoltre, “La questione sta guadagnando slancio anche nel mondo dell’industria, viste le possibili implicazioni economiche legate al recupero e successivo riuso di alcuni di questi composti“.
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