{"id":30926,"date":"2025-11-03T09:51:19","date_gmt":"2025-11-03T08:51:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.dica.polimi.it\/?p=26805"},"modified":"2026-03-18T09:49:36","modified_gmt":"2026-03-18T08:49:36","slug":"6g-e-monitoraggio-sismico-dal-progetto-metaveh-sensori-green-e-grandi-come-una-monetina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.dica.polimi.it\/it\/news\/6g-e-monitoraggio-sismico-dal-progetto-metaveh-sensori-green-e-grandi-come-una-monetina\/","title":{"rendered":"6G e monitoraggio sismico, dal progetto MetaVEH sensori \u201cgreen\u201d e grandi come una monetina"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sensori \u201cgreen\u201d,&nbsp;<strong>energeticamente autonomi<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>piccoli come una monetina<\/strong>&nbsp;per reti wireless e monitoraggi in tempo reale. Sono il risultato del progetto&nbsp;<strong>MetaVEH<\/strong>&nbsp;(<em>Metamaterial Enabled Vibration Energy Harvesting<\/em>), appena concluso e finanziato con&nbsp;<strong>4 milioni di euro<\/strong>&nbsp;nell\u2019ambito di&nbsp;<strong>Horizon 2020<\/strong>&nbsp;\u201cPillar 1 \u2013 Excellent Science\u201d, con una&nbsp;<em>call<\/em>&nbsp;per contribuire a ridurre le emissioni di CO<sub>2<\/sub>. A portarlo a termine, i ricercatori di un consorzio costituito da tre atenei, il capofila&nbsp;<strong>ZHAW Z\u00fcrich, Imperial College London<\/strong>&nbsp;e il&nbsp;<strong>Politecnico di Milano<\/strong>, insieme a<strong>&nbsp;Multiwave Technologies&nbsp;<\/strong>e a<strong>&nbsp;STMicroelectronics.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019idea di partenza \u00e8 stata semplice:&nbsp;<strong>sfruttare il passaggio di veicoli su<\/strong>&nbsp;architetture come&nbsp;<strong>ponti, autostrade e le conseguenti vibrazioni prodotte, per alimentare gli stessi sensori adibiti al loro monitoraggio strutturale<\/strong>. I sensori sono oggi ampiamente utilizzati e spesso difficili (o impossibili) da raggiungere per il ricambio di batterie, poich\u00e9 posizionati in punti scomodi, magari in cima a un\u2019antenna o sulle travi di un viadotto. La vera sfida \u00e8 stata realizzare un dispositivo di dimensioni ridotte, e&nbsp;<strong>risolvere il problema dell\u2019alimentazione energetica<\/strong>&nbsp;necessaria a tali sensori sia per il funzionamento, sia per la trasmissione di dati,&nbsp;<strong>limitando cos\u00ec lo spreco di batterie<\/strong>&nbsp;\u2013 e l\u2019impatto ambientale dello smaltimento di quelle esauste.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il prototipo messo a punto da&nbsp;<strong>MetaVEH<\/strong>, dopo quasi cinque anni di studi, si basa sul concetto di&nbsp;<strong>\u201c<\/strong><em><strong>energy harvesting<\/strong><\/em><strong>\u201d<\/strong>, ovvero l\u2019utilizzo dell\u2019energia disponibile nell\u2019ambiente sotto forma di vibrazioni attraverso l\u2019impiego di materiali piezoelettrici che consentono, appunto, di convertire l\u2019energia meccanica in energia elettrica. Quelli pi\u00f9 efficaci e finora comunemente impiegati nei sensori gi\u00e0 esistenti, per\u00f2, contengono piombo, elemento tossico per l\u2019ambiente: durante il progetto&nbsp;<strong>sono stati sviluppati e validati<\/strong>, invece,&nbsp;<strong>materiali piezoelettrici \u201cgreen\u201d e privi di terre rare<\/strong>, avvalendosi di un elemento standard e di facile reperibilit\u00e0 come il&nbsp;<strong>nitruro di alluminio<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Contestualmente, \u00e8 stata&nbsp;<strong>sviluppata la tecnologia per produrre metamateriali meccanici<\/strong>&nbsp;\u2013 materiali appositamente \u201cingegnerizzati\u201d per avere determinate propriet\u00e0 e reazioni \u2013&nbsp;<strong>in grado di manipolare la propagazione delle onde elastiche<\/strong>, amplificando notevolmente le prestazioni degli&nbsp;<em>energy harvester<\/em>. I metamateriali cos\u00ec ideati, e realizzati con tecniche innovative di stampa 3D, presentano una particolare gradazione delle propriet\u00e0 meccaniche, in virt\u00f9 della quale sono in grado di \u201ccatturare\u201d l\u2019onda che li attraversa, forzandola a concentrarsi dove \u00e8 posizionato il materiale piezoelettrico \u2013 un fenomeno denominato \u201c<em>rainbow trapping<\/em>\u201d.&nbsp;<strong>La tecnologia messa a punto per l\u2019ingegnerizzazione dei metamateriali \u00e8 stata brevettata da Imperial College London e Politecnico di Milano<\/strong>. Ci\u00f2 ha permesso di prototipare gli&nbsp;<em>energy harvester<\/em>&nbsp;su varie scale, fino a giungere alla&nbsp;<strong>scala MEMS&nbsp;<\/strong>(<em>Micro-Electro-Mechanical Systems<\/em>):&nbsp;<strong>il dispositivo concepito<\/strong>&nbsp;\u00e8 un oggetto lungo complessivamente 300 micron, ovvero meno di mezzo millimetro, e sta&nbsp;<strong>tutto dentro una moneta da 1 centesimo.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abCon MetaVEH abbiamo provato che gli&nbsp;<em>harvester<\/em>&nbsp;di energia vibrazionale possono passare dalla teoria a una piattaforma multisensore completamente autonoma \u2013 afferma&nbsp;<strong>Andrea Colombi<\/strong>, docente presso&nbsp;<strong>ZHAW Z\u00fcrich&nbsp;<\/strong>e&nbsp;<strong>coordinatore di MetaVEH<\/strong>&nbsp;\u2013 Abbinando strutture di metamateriali avanzati a una gestione non lineare dell\u2019energia e alla trasmissione wireless, abbiamo dimostrato che i sensori possono funzionare senza batterie pur continuando a raccogliere dati attendibili, anche in ambienti in cui sostituire le batterie \u00e8 difficile o impossibile. Questo apre la strada a soluzioni di monitoraggio sostenibili per infrastrutture e per l\u2019Internet of Things\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMetaVEH ha rappresentato anche una sfida interessante dal punto di vista matematico, per cui abbiamo affrontato la complessit\u00e0 di mettere insieme sistemi non lineari, la creazione di metamateriali e la multifisica \u2013 dichiara&nbsp;<strong>Richard Craster<\/strong>, preside della Facolt\u00e0 di Scienze Naturali dell\u2019<strong>Imperial College London<\/strong>&nbsp;\u2013 Questi progressi nella teoria e nella simulazione sono stati essenziali per arrivare al prototipo e dimostrarne il potenziale in applicazioni reali\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNoi ci occupiamo di meccanica strutturale ad ampio spettro, specialmente su questo tipo di sensori \u2013 ha commentato&nbsp;<strong>Raffaele Ardito<\/strong>, docente del&nbsp;<strong>DICA \u2013 Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale<\/strong>&nbsp;e coordinatore di&nbsp;<strong>MetaVEH<\/strong>&nbsp;per il Politecnico di Milano \u2013 e con i colleghi del&nbsp;<strong>Dipartimento di Meccanica<\/strong>&nbsp;di ateneo abbiamo lavorato molto per trovare un\u2019alternativa \u201cgreen\u201d. Cos\u00ec, a fine progetto, abbiamo a disposizione&nbsp;<strong>un prototipo che \u00e8 un&nbsp;<\/strong><em><strong>energy harvester<\/strong><\/em><strong>&nbsp;su scala micro con materiale piezoelettrico senza piombo, n\u00e9 terre rare,<\/strong>&nbsp;quindi neutro da un punto di vista etico e di sostenibilit\u00e0 ambientale\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Moltissime le potenzialit\u00e0 per l\u2019applicazione pratica<\/strong>, in due campi in particolare: come risonatori ad altissima qualit\u00e0 per&nbsp;<strong>telecomunicazioni 6G<\/strong>, e come&nbsp;<strong>sensori autonomi per il monitoraggio dell\u2019integrit\u00e0 strutturale e dei rischi ambientali<\/strong>. Raccogliendo l\u2019energia dalle vibrazioni ambientali, questi dispositivi possono essere impiegati in zone inaccessibili, riattivandosi solo quando necessario e trasmettendo dati in tempo reale per salvaguardare le infrastrutture. Per esempio, potrebbero fornire segnali di preallerta per movimenti indotti da terremoti, instabilit\u00e0 del suolo, o danni da logoramento in strutture critiche come ponti e gallerie.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per il progetto,&nbsp;<strong>STMicroelectronics<\/strong>&nbsp;ha realizzato prototipi su scala micrometrica integrando materiali piezoelettrici senza piombo direttamente nel processo di fabbricazione dei MEMS. Questa innovazione ha migliorato l\u2019efficienza nella conversione dell\u2019energia meccanica in energia elettrica e ha aperto la strada a nuove applicazioni potenzialmente utili nei settori delle comunicazioni 6G e dell\u2019Internet of Things (IoT). Inoltre, il progetto MetaVEH \u00e8 stato selezionato nell\u2019ambito delle iniziative&nbsp;<a href=\"https:\/\/innovation-radar.ec.europa.eu\/innovation\/58053\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">EU Innovation Radar Platform<\/a>&nbsp;per l\u2019elevato contenuto innovativo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sensori \u201cgreen\u201d,&nbsp;energeticamente autonomi&nbsp;e&nbsp;piccoli come una monetina&nbsp;per reti wireless e monitoraggi in tempo reale. 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