Dichiarazione residenza fiscale

Chi collabora con il Politecnico di Milano, stipulando un contratto di collaborazione coordinata e continuativa, deve fornire al Dipartimento alcune informazioni di carattere personale e fiscale.

In aggiunta ai propri dati personali (incluso il codice fiscale) e ai dati bancari, si procede con i seguenti passaggi:

1) se il Paese di provenienza del collaboratore ha stipulato una Convenzione con l’Italia per evitare la doppia imposizione fiscale (verificabile su questo sito), è possibile scegliere se dichiarare il reddito nel proprio Paese o in Italia.
Se si opta per la prima possibilità, l’imposizione fiscale dipende dalle norme in vigore nel proprio Paese.
Nel secondo caso, invece, l’aliquota applicata in Italia a tutti i contribuenti stranieri è il 30% ed esonera dal pagamento di ulteriori imposte.
Chi sceglie di usufruire della Convenzione (e dichiara quindi il reddito nel proprio Paese), deve presentare una certificazione fiscale che dimostri il proprio status di contribuente nel Paese di residenza fiscale nell'anno solare in cui riceve il pagamento del compenso.

2) Tutti coloro che stipulano un contratto con il Politecnico debbono versare una parte di contributi all’INPS, l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, iscrivendosi alla Gestione Separata (un fondo pensionistico obbligatorio per lavoratori atipici e subordinati).
L’importo di questi contributi è calcolato in base ad una aliquota fiscale che varia ogni anno (per l’anno 2016 le aliquote sono 24,5% e 31,72%) a seconda della posizione fiscale rivestita dal collaboratore.
Coloro che sono in pensione o sono dipendenti di un Ente Pubblico di un Paese membro dell’Unione Europea – ovvero, una Università Pubblica in Italia o all’estero – beneficiano dell’aliquota ridotta. Tuttavia, per fare ciò, è necessario fornire al Politecnico una dichiarazione dell’ufficio del personale dell’Università di provenienza che attesti il rapporto di lavoro.

Tutte le certificazioni ufficiali fornite al Politecnico debbono essere redatte in una delle seguenti lingue: italiano, inglese, francese o spagnolo. Nessuna altra lingua può essere accettata dagli uffici competenti.
Chi fosse impossibilitato a fornire i documenti in una di queste lingue, provvederà autonomamente alla traduzione in italiano, che dovrà essere poi autenticata presso l’Ambasciata o il Consolato italiano del Paese di provenienza.

Siti utili :
*Sito Agenzia delle Entrate: Attestato di residenza fiscale (cos’è e come si chiede – in Italia)
*Politecnico – sito del Welcome Office di Ateneo (con facsimile del Certificato di doppia imposizione)

 

Ultimo aggiornamento: dicembre 2015